Ghana, suonare, educare per cambiare

Tamale è una città del nord del Ghana. Qui vivono circa 300mila persone, in maggioranza di religione musulmana. La lingua più diffusa è l’inglese, insieme all’idioma locale Dagbani. In questo centro urbano poco frequentato dai turisti sorge la scuola di musica e di danza Bizung, costruita nel quartiere Norrip Village. Fondatore e direttore della scuola è Mohammed Alidu, discendente di una nota famiglia ghanese il cui lignaggio prende il nome di Bizung: pronunciare questo titolo significa parlare di virtuosi musicisti, specializzati nel suono del talking drum. Traducibile come “tamburo parlante”, questa percussione molto diffusa in Africa occidentale ha la tipica forma di un tamburo a clessidra. Il lignaggio cui appartiene Mohammed Alidu risale a oltre mille anni fa e già allora il talking drum rappresentava un mezzo per unire la comunità attraverso danze e canti. Da qui, la scelta di chiamare la Scuola Bizung. Un progetto completato nel febbraio 2010, grazie al supporto dell’organizzazione no-profit Mali Fala Fund, attiva nel sostenere programmi educativi a favore di donne e bambini nell’Africa occidentale. La scuola di Tamale promuove l’educazione musicale, valorizzando al contempo la cultura tradizionale del Ghana. In questo spazio, i bambini – circa 150 – hanno la possibilità di imparare a suonare strumenti quali percussioni, xilofono, chitarra acustica, tastiere, piano e il poco noto gonje, antenato del liuto e del violino messi insieme, il cui suono è particolare, unico nel suo genere. Un altro singolare strumento è il kpanlogo, percussione dell’etnia Ga, costruita impiegando pelle di capra, o di antilope o di mucca, ben tesa e posta alle estremità del tamburo, fermata utilizzando sei pioli di legno.

Bizung school

Alle lezioni di musica si aggiungono quelle di danza e di canto. Il tutto è offerto gratuitamente! Dare la possibilità a bambini di famiglie indigenti, che non avrebbero mai potuto istruirsi, di frequentare una scuola senza sostenere alcun costo è una grande occasione. A ciò si aggiungono altri vantaggi connessi alla socializzazione, alla possibilità di un’educazione alimentare sana. In un tale contesto i bambini conoscono la loro cultura, le loro tradizioni, rafforzando così la loro identità, le loro radici. Un modo, questo, per allontanare i pericoli di sentimenti di inferiorità rispetto ad altre culture predominanti, come quelle di stampo occidentale. I programmi educativi, tuttavia, non partono solo da una prospettiva locale, ma allargano lo sguardo al mondo, a stimoli provenienti da altre nazioni e continenti. “La musica insegna a vivere. Imparare la musica significa imparare a vivere” afferma Mohammed Alidu. Ma la scuola di Tamale stimola i bambini anche alla lettura, tanto che nel mese di aprile di quest’anno è stata inaugurata una bella e fornita biblioteca, in cui gli studenti possono incontrarsi per leggere e per divertirsi, imparando e seguendo il motto caro a Voltaire: “Lasciateci leggere e danzare, due divertimenti che non potranno mai fare del male al mondo.”

L’articolo è on line anche sul sito SMA Afriche

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