In un nuovo libro Aminata Traoré e Boubacar Boris Diop si confrontano sullo sfruttamento dell’Africa

I due intellettuali hanno pubblicato La Gloire des Imposteurs. Lettres sur le Mali et l’Afrique, scambio epistolare che mette in luce quanto l’Africa non sia sovrana a livello politico ed economico sul proprio territorio, ma ancora oggetto di interventi e interessi delle vecchie ex colonie

In questi giorni si deve registrare, per l’ennesima volta, un’altra tristissima, dolorosa e inumana strage di migranti al largo della Sicilia, nel Mar Mediterraneo. In quel mare nostrum che dovrebbe essere uno spazio comune dove le genti possono muoversi da una costa all’altra sapendo di trovare le stesse opportunità e gli stessi comuni diritti. A ben guardare, quel “nostrum” sembra valere solo per gli europei, almeno per certi europei, ma non per le migliaia di migranti africani che in questi anni fuggono dalla miseria, dalle guerre, dalle ingiustizie cercando di sbarcare sulle coste italiane, primo avamposto della “fortezza Europa”. Ammassati su barconi fatiscenti, privati di cibo e di acqua, questi “dannati del mare” – per parafrasare Frantz Fanon – anziché raggiungere un continente democratico, liberale, in grado di accogliere i più indifesi, si ritrovano a “sopravvivere” nei cosiddetti centri di identificazione ed espulsione (CIE), nuova denominazione dei vecchi centri di permanenza temporanea (CPT): la terminologia è mutata, ma le situazioni malsane e insostenibili sono rimaste identiche. I più fortunati riescono a raggiungere i centri di accoglienza, in cui i migranti possono avere un luogo dove dormire e cibo. Ma anche chi riesce a raggiungere città come Firenze, Roma, Milano e altre metropoli europee dovrà sempre sperimentare vessazioni, perché “diverso”, perché africano, perché “non europeo”.

Aminata Traoré e Boubacar Boris Diop

Questo tema, insieme ad altri correlati, lo affrontano nel libro La gloire des imposteurs due intellettuali da sempre molto acuti, Aminata Dramane Traoré e Boubacar Boris Diop. La prima, nata a Bamako nel 1947, è una nota politica e scrittrice, che ha ricoperto la carica di ministro della cultura del Mali; è autrice di numerosi saggi, articoli e libri – tra i quali tradotti in italiano citiamo L’Africa umiliata (Avagliano, 2009) e L’immaginario violato (Ponte alle Grazie, 2002). Aminata è una delle figure più autorevoli del movimento antiglobalizzazione e coraggiosa sostenitrice dei diritti delle donne africane. Boubacar Boris Diop, nato a Dakar nel 1946, è un importante scrittore e giornalista, noto per aver realizzato Ruanda. Murambi, il libro delle ossa (e/o 2004), documento importante sul genocidio del 1994.

Con le edizioni Philippe Rey hanno pubblicato La Gloire des Imposteurs. Lettres sur le Mali et l’Afrique (2014) in cui riflettono sulla situazione attuale dell’Africa attraverso uno scambio di missive. Ritornando alla condizione dei migranti che fuggono dalle zone di guerre o dominate dalla povertà per giungere in Europa, Boubacar Boris Diop ricorda che chi riesce a sopravvivere alla traversata in mare, subisce comunque vessazioni da parte delle amministrazioni pubbliche, sfruttamento e insulti razzisti. Il quadro si aggrava in questo tempo di crisi, in cui è diventata la regola la concorrenza tra un numero sempre più crescente di disoccupati. Ma per gli africani la condizione è ancor più pesante, definiti da Boubacar Boris Diop: “Stranieri dallo status precario”. Cita gli scontri di Rosarno del 2010 e poi Ceuta e Melilla, enclave spagnole in territorio marocchino, tra le quali sorgono barriere di filo spinato progettate dalla Spagna per ostacolare l’immigrazione dal Marocco, quindi dall’Africa, verso il suo territorio e quindi verso la Fortezza Europa. Quell’Eldorado tanto agognato da migliaia di africani può essere una chimera, un’utopia o può significare solo crudeltà e ingiustizie.

aminata-traore-boubacar-boris-diopAminata Traoré si concentra sulla guerra nel nord del Mali dopo il colpo di Stato avvenuto il 22 marzo 2012, che ha coinvolto luoghi quali Timbuctu, la mitica città di sabbia, Gao e Kidal. Una situazione difficile e instabile che poi ha visto l’intervento armato della Francia. Aminata ricorda i fatti del marzo del 1991, quando 300 maliani sono morti per gli ideali di giustizia e di democrazia del loro paese, ma sottolinea che quegli ideali sono stati distrutti prima con il colpo di Stato, poi con l’intervento della Francia. Secondo l’intellettuale maliana, il “lato oscuro” di tante nazioni africane è quello dell’assenza di sovranità. Scrive: “Il mondo intero può constatare ogni giorno che noi non siamo sempre liberi di scegliere i nostri dirigenti e che l’orientamento delle nostre politiche economiche ci sfuggono completamente”.

La gloire des imposteurs è un “non libro”, ma un dialogo-denuncia delle regole del neoliberismo e delle continue ingerenze delle vecchie potenze colonialiste (in primis la Francia). Gli autori vanno però oltre, criticando anche la dirigenza politica ed economica dell’Africa, incapace di prendere in mano seriamente questioni come la mancanza di lavoro tra i giovani e la fuga di tanti uomini e donne che rischiano la vita nella loro traversata transahariana. Un’analisi lucida e obiettiva delle relazioni – ancora ineguali – tra Africa e il resto del mondo. Si percepisce l’urgenza di una vera indipendenza non solo politico-economica, ma anche culturale delle nazioni africane, in un’ottica globale. L’analisi va infatti oltre i confini dell’Africa, poiché tutto è intrecciato, toccando fasi storiche e relazioni internazionali che riguardano anche Stati Uniti e America Latina. Questo scambio epistolare mette in luce quanto l’opinione pubblica mondiale sia succube della disinformazione degli impostori, trionfanti nelle loro azioni illiberali travestite da democrazia.

Silvia C. Turrin

L’articolo è on line anche sul sito Missioni Africane SMA

Per approfondire si legga anche l’articolo Aminata Traoré. La forza delle donne africane

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